Assalto al cielo: I ragazzi del ’77

Cineteca di Bologna
Spazio espositivo della Biblioteca Renzo Renzi
9-31 marzo 2017

Anni di piombo, scontri di piazza, la nascita del terrorismo, la strategia della tensione sono tante le parole che raccontano gli anni ’70, ma si dimentica troppo spesso che fu anche il sogno di una generazione che voleva cambiare il mondo, che voleva che tutti avessero tutti le stesse opportunità. Le immagini di Enrico Scuro ci restituiscono Il 1977 nella sua complessità, un racconto dall’interno capace di farci vivere le sfumature che le cronache dei giornali non erano in grado di cogliere. Il suo è uno sguardo attento e partecipe, consapevole di essere la persona giusta, al posto giusto e al momento giusto, consapevole di vivere eventi che sarebbero entrati nella storia. Le sue immagini sono un patrimonio irrinunciabile per comprendere l’utopia che attraversò l’Italia in quegli anni e che ebbe in Bologna il suo epicentro. Enrico fotografava quello che vedeva ed in quello che vedeva si sentiva profondamente coinvolto. Uno sguardo che non carica mai di enfasi il momento ripreso, che è sempre rispettoso dei soggetti ritratti, che cerca sempre di dare un quadro di insieme. Il 50mm della sua Canon FTb diventa il prolungamento del suo occhio e riprende le assemblee studentesche, gli spazi occupati dal Movimento, gli scontri con la polizia, le barricate, ma anche la gioia e la creatività dei militanti, sempre attento alla costruzione dell’inquadratura, che ci restituisce a volte scene rinascimentali che ricordano il Veronese. Essere il fotografo ufficiale del Movimento è stata la naturale conseguenza della sua costante presenza a tutti gli eventi e questo gli ha dato il privilegio di vivere e raccontare sia i momenti pubblici che quelli privati. IL suo sguardo culturale e fotografico si è formato seguendo le lezioni di Umberto Eco, Italo Zannier e Giuliano Scabia e questa formazione si avverte osservando l’eleganza e la leggerezza delle sue immagini. A noi tocca immergerci nel 1977 attraverso la sensibilità e cultura di Enrico: oggi abbiamo il privilegio di poter vivere la ricchezza di quella generazione che con ingenuità e determinazione voleva decretare lo stato di felicità permanente. Ed è questo il dono più grande del lavoro fotografico di Enrico: ricordarci la gioia e la creatività che caratterizzò il Movimento. I “Matti” del Dams, gli “Artisti” dell’Accademia di Belle Arti, i “Dada” di radio Alice hanno cercato di combattere il potere con le armi dell’ironia e della fantasia, hanno cercato di vivere la propria vita in modo libero e questo non può essere cancellato dalla violenza che venne in seguito. Poi ci sono stati gli scontri in piazza, le barricate a via Zamboni, le lotte per liberare i compagni imprigionati ed il funerale di Francesco Lorusso e la tensione ed il rancore divennero sempre più presenti e trascinarono tutti in una spirale di violenza. Enrico ci regala un affresco intenso e profondo del 1977 che ci aiuta a comprendere un anno ed un decennio che hanno cambiato profondamente la storia d’Italia.

Luca Sorbo