Nel carnevale del 1976, esattamente il 29 febbraio, Giuliano Scabia e il gruppo del Gorilla Quadrumano tornò al Pilastro con una nuova tappa del suo teatro vagante: oltre alle consuete scene itineranti, l’evento assunse un carattere ancora più festoso grazie all’esecuzione della Canzone di Zeza, una scena carnevalesca popolare (originaria del Seicento, cantata al suono di trombone e grancassa) che Scabia inserì per sottolineare il legame tra la tradizione contadina e la nuova forma di “teatro di partecipazione”. L’iniziativa si svolse in piazza, nel cuore del quartiere operaio, e si concluse con uno spettacolo serale al Circolo “La Fattoria”, dove, tra gli attori, figurava anche lo scrittore e collega Gianni Celati.