Bitonto, 8 aprile 1977
Il Venerdì Santo, al calar del sole, l’illuminazione pubblica delle vie del centro storico si spegne. L’unica luce diventa quella tremula delle fiaccole e delle candele. Dal silenzio emergono le note funebri dei tamburi e dei pifferi che scandiscono il lento passo dei confratelli, vestiti di nero, che portano sulle spalle la “naca” lignea: una culla rossa intarsiata di oro, creata a Napoli da Raffaele Vitolo nel 1880, che sostiene la statua del Cristo deposto.
Ad aprire la processione è sempre un suonatore di piffero, come invito alla meditazione, e a chiudere, appena dietro la “naca”, è la statua dell’Addolorata: una figura lignea dei primi del Settecento, avvolta in un manto di pizzo nero, il volto inclinato verso il suolo e circondata da 111 candele che ne esaltano il dolore silenzioso di madre.
Tra le immagini più toccanti c’è la copia settecentesca (1646) realizzata a Torino della Sacra Sindone, portata a spalla dai confratelli, e il trofeo floreale che custodisce due antichi frammenti del “Legno Santo”, racchiuse da una grande croce d’argento e cristallo. La processione si svolge al suono di marce funebri composte da maestri bitontini ed è accompagnata da un intenso profumo d’incenso.